La scienza del dormire

Perchè dormiamo?

Nei paesi ad alto reddito, due persone su tre dichiarano di dormire meno di 8 ore a notte. Ma negli ultimi anni la scienza ha riscoperto l’importanza di dormire bene, e il sonno è diventato la terza variabile del benessere, insieme al mangiare sano e al fare esercizio fisico. Anzi, la prima variabile.
In un’ottica di importanza, infatti, il dormire potrebbe essere anteposto anche al mangiare: un essere umano adulto morirebbe più rapidamente privandosi del sonno che privandosi del cibo.

Quali sono i motivi per cui dormire è importante? E perché proviamo sonno?

I benefici del sonno.

Dormire aiuta a vivere meglio: un vero e proprio toccasana per l’umore, la salute e le performance lavorative ed emotive.
Un buon sonno ristoratore è essenziale per mente e corpo.

  • Migliora memoria e concentrazione.
  • Aiuta a tenersi in forma, grazie alla produzione di leptina (ormone che determina il senso di sazietà).
  • Aumenta la concentrazione diurna e la creatività.
  • Riduce la probabilità di specifiche malattie (specie al cuore e al sistema cardio vascolare).
  • Aumenta le difese immunitarie.
  • Rallenta l’invecchiamento della pelle, grazie alla produzione di collagene.
  • Riduce lo stress e l’irritabilità.

Le cause che generano il senso di sonno.

Il bisogno di dormire (il sonno che proviamo) è dettato dal ritmo circadiano, che si basa su segnali esterni, come temperatura e luce, per regolare il senso di sonnolenza.
La frequenza con cui una persona dorme e la durata del suo riposo sono determinate principalmente da due fattori.

  1. Il ritmo circadiano fa provare sonnolenza dal tramonto del sole fino all’alba. Il ritmo si allinea al ciclo notte-dì seguendo i parametri di luce e temperatura (l’uomo, sin dalla preistoria, è abituato a coricarsi al calare di questi fattori).
  2. L’adenosina, “scarto” prodotto dal cervello durante l’attività diurna, si aggancia a particolari molecole del cervello chiamate recettori A1. All'accumularsi di adenosina, cresce il senso di sonnolenza. La regolare produzione di adenosina dipende da diversi fattori come lo stress, lo sport, l'attività lavorativa... La caffeina, dall'altra parte, inibisce temporaneamente l’effetto dell’adenosina.

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